È diventato ormai un vero e proprio fenomeno: gli alpaca stanno conquistando le campagne italiane, e la Toscana è oggi uno dei principali protagonisti di questa tendenza. Negli ultimi cinque anni gli allevamenti regionali sono triplicati, passando da meno di 40 a circa 100 strutture, trasformando le colline toscane nelle “nuove Ande”.
Ma perché questi animali, originari di Bolivia e Perù, stanno spopolando nel nostro Paese? La risposta risiede nella loro versatilità e nelle molteplici opportunità che offrono. Gli alpaca vengono allevati non solo per la produzione di lana pregiata, ma anche per trekking turistico, laboratori didattici, pet therapy o semplicemente come animali da compagnia.
La lana di alpaca, nota come “oro delle Ande”, rappresenta il cuore di progetti di moda sostenibile. Nel distretto tessile pratese, filati di altissima qualità vengono lavorati localmente per creare abbigliamento e accessori di lusso, valorizzando tradizioni tessili secolari e il territorio circostante. Questo modello ha permesso di unire agricoltura e artigianato, creando filiere 100% Made in Italy apprezzate anche dai mercati esteri.
Oltre all’aspetto produttivo, gli alpaca offrono esperienze uniche: trekking e picnic guidati tra vigneti e colline, laboratori didattici per bambini e attività di pet therapy, promuovendo un turismo sostenibile e relazioni dirette tra uomo e animale.
La legge ha favorito l’attività turistica
A livello legislativo, la legge di orientamento del 2000 ha dato un impulso decisivo: ha consentito agli agricoltori di affiancare all’attività primaria quella turistica, sociale e ricettiva, stimolando creatività e nuove imprese, soprattutto giovanili e femminili. La presenza degli alpaca non entra in competizione con gli animali da reddito tradizionali, ma amplia le opportunità delle aziende agricole e favorisce sinergie con l’artigianato locale.
Alpaca e Cani da Guardiania
Un aspetto cruciale dell’allevamento di alpaca riguarda la loro protezione dai predatori, un tema poco noto ma fondamentale, soprattutto in alcune zone del Nord Italia. L’alpaca e il lama sono camelidi originari degli altipiani andini del Sud America: pur essendosi adattati bene al clima europeo, rimangono animali preda sensibili ai lupi e ad altri predatori del Vecchio Continente. In passato si è persino pensato di usare gli alpaca come deterrente contro l’attacco di lupi o sciacalli su greggi di pecore e capre, ma questo approccio si è rivelato fallace: l’alpaca è un animale gregario, pacifico e assolutamente incapace di difendere se stesso o un intero gregge.
Per proteggere gli alpaca in territori a rischio predatori, la soluzione efficace è rappresentata dai cani da guardiania antilupo, come il pastore maremmano e il pastore della Sila. Al Bioparco Cinofilo, siamo stati la prima azienda in Italia a sviluppare seriamente questo binomio cane-alpaca, studiando e mettendo in pratica strategie specifiche da oltre dieci anni. L’inserimento dei cani da guardia non è semplice: richiede una stretta corrispondenza tra il carattere dei cani e le esigenze degli alpaca, soprattutto perché i piccoli “cria” appena nati sono vulnerabili sia ai predatori sia, paradossalmente, a cani troppo impulsivi se non correttamente inseriti. Considerando anche il fatto che la madre non va mai in difesa del cucciolo appena nato.
È quindi fondamentale che i cani seguano un periodo di convivenza con gli alpaca, durante il quale viene verificata l’assenza di istinti predatori. Solo dopo questa fase possono essere introdotti stabilmente nell’allevamento, garantendo protezione senza creare rischi per i piccoli. L’esperienza dell’allevatore è determinante e il Bioparco Cinofilo di Sarezzano è la prima realtà italiana ad aver creduto fortemente nel binomio cane /alpaca e da dieci anni studiamo e mettiamo in pratica soluzioni per gestire correttamente questa combinazione di specie considerandolo essenziale per salvaguardare il capitale animale e assicurare un allevamento sicuro e sostenibile.
Le principali ragioni del successo del trend alpaca:
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Versatilità: permette di diversificare l’attività agricola, unendo turismo, didattica e valorizzazione del territorio.
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Agriturismo e turismo: passeggiate guidate, laboratori e attività di pet therapy attraggono turisti e residenti.
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Lana di qualità: fibra leggera, pregiata e anallergica, lavorata localmente per creare una filiera 100% toscana.
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Nuove opportunità: favorisce imprenditoria giovanile e femminile, con progetti legati alla lana e all’allevamento.
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Sostenibilità: integrazione con le aziende agricole esistenti, senza competere con gli animali da reddito tradizionali.
Cosa offre il trend alpaca:
Ma cosa si fa praticamente con gli alpaca e come questi possono diventare fonte di guadagno e remunerazione? Ecco alcune delle cose che rendono questi camelidi una fonte di reddito:
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Passeggiate ed esperienze: contatto diretto con gli animali in contesti naturali.
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Prodotti di alta moda: maglioni, sciarpe e accessori realizzati con lana toscana, apprezzati a livello nazionale e internazionale.
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Pet therapy e didattica: benefici educativi e terapeutici per bambini e comunità.
Gli alpaca, con il loro fascino e le loro qualità, stanno così ridefinendo il rapporto tra agricoltura, artigianato e turismo in Italia, dimostrando che tradizione e innovazione possono convivere con successo.