Spesso, quando venite a passeggiare con i nostri alpaca, ci chiedete informazioni sulla loro origine, sulla famiglia di appartenenza, sull’evoluzione dei camelidi sudamericani. In questo post vi raccontiamo qualcosa su di loro!
Nel cuore delle Ande, a oltre 3.500 metri d’altitudine, si è sviluppata una famiglia di animali che da millenni accompagna l’uomo e modella il paesaggio culturale sudamericano: i camelidi del Nuovo Mondo. Lama, alpaca, vigogna e guanaco, sebbene spesso confusi tra loro, sono specie distinte con storie evolutive affascinanti e ruoli ecologici e culturali ben definiti.
Origine evolutiva e tassonomia
Tutti e quattro appartengono alla famiglia Camelidae, sottordine Tylopoda, e hanno origine comune in Nord America, dove i primi camelidi si svilupparono circa 40 milioni di anni fa, nel periodo Eocene. Da lì, migrarono a sud attraverso l’istmo di Panama, e a nord verso l’Asia, dando origine rispettivamente ai camelidi sudamericani e ai cammelli asiatici e africani.
Nel Sud America, l’isolamento geografico delle Ande favorì la speciazione. Oggi riconosciamo due specie selvatiche (Vicugna vicugna e Lama guanicoe) e due domesticate (Lama glama e Vicugna pacos, ovvero l’alpaca), frutto della domesticazione avvenuta circa 6.000 anni fa da parte delle civiltà preincaiche.
Vigogna e guanaco: gli antenati selvatici
La vigogna (Vicugna vicugna) è la più piccola e gracile tra i camelidi sudamericani. Endemica dell’altopiano andino, vive tra i 3.500 e i 5.500 metri e si distingue per il suo mantello color fulvo chiaro, con una lana incredibilmente fine: appena 12 micron di diametro, tra le fibre animali più pregiate al mondo. Fu sacralizzata dagli Inca, che ne permettevano la tosatura solo in cerimonie rituali chiamate chaccu. Oggi è specie protetta e il suo prelievo è rigidamente regolamentato.
Il guanaco (Lama guanicoe), invece, è il più grande tra i camelidi selvatici, essendo alto oltre un metro al garrese, con un peso tra i 100 e i 120 kg. Il suo areale si estende dalle alture boliviane alla Patagonia cileno-argentina ed è probabilmente il progenitore delle due forme domestiche lama e alpaca. Più robusto della vigogna, possiede un vello folto ma meno pregiato. È considerato l’antenato diretto del lama, da cui si distingue per una maggiore selvaticità e un comportamento più elusivo.
Lama e alpaca: i domestici dell’altopiano
Il lama (Lama glama) è il camelide domestico più versatile. Selezionato dalle popolazioni preincaiche principalmente come animale da soma, può trasportare fino a 30 kg su terreni impervi. Più grande dell’alpaca, ha un muso allungato, orecchie a banana e un temperamento resistente ma, talvolta, imprevedibile. La sua lana è più ruvida rispetto a quella dell’alpaca, ma le varietà selezionate per la fibra sono in aumento.
L’alpaca (Vicugna pacos) deriva dalla vigogna e fu domesticato per la produzione tessile. Più piccolo e docile del lama, l’alpaca ha un vello eccezionalmente morbido, disponibile in una gamma naturale di oltre 20 tonalità. Le due razze principali, Huacaya e Suri, si distinguono per la struttura della fibra: soffice e arricciata la prima, lunga e setosa la seconda.
Somiglianze e differenze
Nonostante la comune struttura morfologica — corpo allungato, collo slanciato, andatura dolcemente ondulata — ogni specie presenta tratti distintivi:
| Caratteristica | Lama | Alpaca | Guanaco | Vigogna |
|---|---|---|---|---|
| Stato | Domestico | Domestico | Selvatico | Selvatico |
| Origine evolutiva | Deriva dal guanaco | Deriva dalla vigogna | Specie ancestrale | Specie ancestrale |
| Altezza (al garrese) | 110–120 cm | 90 cm | 100–110 cm | 80–90 cm |
| Peso medio | 130–150 kg | 50–70 kg | 90–120 kg | 40–50 kg |
| Tipo di fibra | Ruvida/intermedia | Molto fine | Media | Estremamente fine |
| Uso principale | Soma, lana | Lana pregiata | Nessun uso diretto | Lana pregiata (protetta) |
Ruolo culturale e conservazione
Questi animali non sono solo risorse zootecniche: sono veri e propri simboli culturali, rappresentati in arte rupestre, ceramiche precolombiane e iconografia religiosa andina. Con l’arrivo dei conquistadores, molte popolazioni di camelidi si ridussero drasticamente, soprattutto le vigogne, cacciate per la loro lana.
Negli ultimi decenni, progetti di conservazione e allevamento sostenibile hanno permesso una parziale rinascita, specialmente per vigogne e alpaca, legando tradizione e innovazione: dalla tosatura rituale comunitaria alla moda di lusso eco-etica.
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