Vieni a conoscere la Gallina Bionda Piemontese

Esistono testimonianze a partire dal 1700 di questa razza avicola tipica della tradizione contadina piemontese. La gallina Bionda era talmente radicata nella vita contadina delle campagne che i suoi pulcini facevano parte del corredo delle giovani spose.

Era ampiamente allevata in Piemonte essendo un’ottima ovaiola, oltre ad essere una gallina robusta e resistente alle malattie. Ha un aspetto massiccio con dorso e produce circa 180–200 uova all’anno.

La bionda piemontese è considerata una razza a duplice attitudine, ovaiola e da carne

gallina bionda piemontese
uova gallina bionda piemontese

Caratteristiche

La Bionda Piemontese prende il nome dal suo piumaggio giallo dorato di varia gradazione. Ha una cresta rossa dritta nel gallo, piegata lateralmente nella gallina. Il becco giallo, così come il colore della pelle, gli occhi grandi e vivaci, che vanno dal rosso all’arancio. La coda della Bionda Piemontese è alta, nera con riflessi metallici, tendenti al blu nel maschio. L’incedere è fiero, elegante e, soprattutto, ruspante. Le uova prodotte sono di colore rosato e peso medio di 55-60 grammi mentre la carne morbida e gustosa.

Questa razza è nota per il suo temperamento docile e tranquillo. Le galline bionde piemontesi sono generalmente socievoli e si adattano bene alla vita in gruppo, rendendole ideali per gli allevamenti familiari e per chi desidera tenere pollame in giardino. La loro natura calma le rende anche più facili da gestire rispetto ad altre razze più nervose.

Adattabilità e resistenza della Bionda Piemontese

La gallina bionda piemontese si adatta facilmente a variazioni di temperatura, mostrando una buona tolleranza sia al caldo estivo che al freddo invernale. Questo la rende particolarmente adatta per gli allevatori che operano in diverse zone geografiche, dalle pianure alle colline.

Inoltre, la gallina bionda piemontese è nota per la sua capacità di foraggiarsi autonomamente. Grazie al suo istinto naturale, è in grado di cercare cibo nel terreno, integrando la sua dieta con insetti, semi e vegetali. Questa abilità non solo contribuisce al suo benessere, ma riduce anche i costi di alimentazione per gli allevatori.

Conservazione e tutela della razza Bionda Piemontese

Con l’avvio degli allevamenti intensivi e dell’industrializzazione dell’agricoltura nel dopoguerra si è verificato il declino della razza, che è adatta principalmente per l’allevamento in libertà. A partire dal 1999, l’Istituto Professionale per L’agricoltura e l’Ambiente di Verzuolo (CN) ha avviato un progetto di recupero con la creazione di uno standard mentre l’Università di Torino ha dato vita ad un programma di conservazione e miglioramento genetico. supportare gli allevatori locali.

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