Vieni a conoscere
la Lama

Il lama (Lama glama) è un mammifero domestico appartenente alla famiglia dei camelidi sudamericani, originario delle regioni andine del Sud America. Utilizzato da millenni dalle popolazioni indigene come animale da soma, rappresenta una delle specie domestiche più adattabili e resilienti in ambienti montani e semi-aridi. È un erbivoro ruminante funzionale (pseudo-ruminante), adattato a sfruttare pascoli poveri e ambienti caratterizzati da forte escursione termica e ridotta disponibilità di ossigeno.

Il lama è un animale di taglia medio-grande, selezionato nel corso della domesticazione per la sua capacità di trasporto, la resistenza fisica e la docilità relativa nei confronti dell’uomo.

Caratteristiche del Lama

Il lama presenta un’altezza al garrese variabile tra 100 e 120 cm, con un peso che può oscillare tra 120 e 200 kg negli individui adulti. Il corpo è slanciato, sostenuto da arti lunghi e sottili, adattati alla locomozione su terreni accidentati.

Il mantello è costituito da fibra lanosa a crescita continua, con variabilità cromatica elevata (dal bianco al nero, passando per bruno e pezzato), meno fine rispetto a quella dell’alpaca ma comunque utilizzata in ambito tessile. La dentatura è specializzata per il pascolamento e il brucamento di vegetazione erbacea e arbustiva.

Dal punto di vista fisiologico, il lama è dotato di un’elevata efficienza respiratoria e circolatoria, adattamento tipico degli ambienti andini ad alta quota, dove la pressione parziale dell’ossigeno è ridotta.

Storia e Adattabilità del Lama

Il lama deriva dalla domesticazione del guanaco (Lama guanicoe), processo avvenuto circa 4.000–6.000 anni fa nelle Ande centrali. Le civiltà precolombiane, in particolare Inca, ne hanno fatto un animale fondamentale per il trasporto delle merci lungo le complesse reti viarie montane, oltre che una risorsa per lana, carne e letame combustibile.

A differenza di altre specie domestiche, il lama non è stato selezionato per la produzione intensiva, ma per la funzione logistica e di sussistenza, mantenendo quindi una forte rusticità comportamentale e genetica.

Il lama si è dimostrato una specie altamente adattabile anche al di fuori del proprio areale originario. In Italia, viene allevato in piccoli nuclei sia a scopo didattico che ornamentale, ma anche per la gestione di aree marginali e pascoli collinari.

Le condizioni climatiche temperate italiane risultano generalmente compatibili con la sua fisiologia, purché siano garantiti adeguati spazi, ripari ombreggiati e una corretta gestione alimentare basata su foraggi secchi e pascolo controllato. La sua rusticità lo rende adatto anche a contesti agricoli estensivi e a progetti di agricoltura multifunzionale.

 

Differenze tra
alpaca e Lama

Sebbene lama (Lama glama) e alpaca (Vicugna pacos) appartengano entrambi ai camelidi sudamericani e condividano alcune caratteristiche di base, si tratta di specie distinte, selezionate dall’uomo per finalità differenti e con evidenti differenze morfologiche, comportamentali e produttive.

  • Dimensioni e struttura corporea: il lama è generalmente più grande e robusto, con un peso che può superare i 150–200 kg e un’altezza significativa al garrese. L’alpaca, al contrario, è più piccolo e compatto, con una corporatura più raccolta e leggera, tipica di un animale selezionato per la produzione di fibra piuttosto che per il trasporto.
  • Orecchie e profilo del capo: una delle differenze più immediate riguarda la forma delle orecchie. Nel lama sono lunghe, sottili e ricurve, spesso descritte come “a banana”, mentre nell’alpaca sono corte, dritte e appuntite. Anche il muso del lama appare più allungato e meno compatto rispetto a quello dell’alpaca.
  • Finalità di domesticazione: il lama è stato storicamente selezionato come animale da soma, capace di trasportare carichi su lunghe distanze in ambienti montani difficili. L’alpaca, invece, è stato allevato principalmente per la produzione di fibra tessile, molto più fine, morbida e uniforme rispetto a quella del lama.
  • Fibre e qualità del vello: la fibra dell’alpaca è considerata tra le più pregiate al mondo per finezza e capacità isolante, mentre quella del lama è generalmente più grossolana e variabile, con utilizzi meno specializzati ma comunque validi in ambito tessile tradizionale.
  • Comportamento e attitudine sociale: il lama tende ad avere un comportamento più indipendente, talvolta dominante all’interno del gruppo, ed è più incline a interazioni dirette con l’uomo. L’alpaca è invece più timido, gregario e reattivo, con una spiccata tendenza a vivere in gruppi compatti e coesi.

 

 
 
 
Differenze tra lama e alpaca: Lamadama accanto a un'alpaca del Bioparco Cinofilo
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